FAQ

Cosa sono le vene varicose?
Le vene varicose sono vene superficiali, dilatate e tortuose nelle quali il sangue circola controcorrente.

Che cos’è la malattia venosa cronica?
La malattia venosa cronica è una progressiva di elasticità delle vene, che si dilatano e si sfiancano. Di conseguenza la pelle circostante appare sottile ed arrossata ed è possibile vedere le vene superficiali dilatate (vene varicose).

Quali sono i primi sintomi della malattia venosa cronica?
I primi sintomi della malattia venosa, oltre alla comparsa di teleangectasie e venulectasie, sono pesantezza e stanchezza delle gambe, crampi notturni, prurito e bruciore alle gambe. Tra gli altri sintomi, che dipendono dallo stato di avanzamento della malattia, vi sono edemi declivi, dolore, ipodermite, pigmentazioni cutanee, eczemi, varicorragie e ulcere.

Quante persone sono affette da malattia venosa cronica?
Circa il 10-33% delle donne e tra il 10% e il 22% degli uomini sono affetti da malattia venosa cronica. I nuovi casi di malattia ogni anno sono tra il 2,6% delle donne e del 1,9% degli uomini.

La malattia venosa cronica è ereditaria?
Nell’85% dei casi di malattia venosa cronica esiste una predisposizione familiare.

Quali sono le cause delle malattia venosa cronica?
Le cause delle malattia venosa cronica sono molteplici. Anomalie primitive della parete venosa. E alterazioni causate dal reflusso e / o dall’ostruzione delle vene portano gradualmente alla formazione di varici. A loro volta, queste alterazioni sono legate a diversi fattori: la familiarità, il tipo di attività lavorativa (i soggetti che stanno in piedi o seduti per molte ore sono spesso più soggetti alla malattia venosa cronica), l’essere sovrappeso, i difetti di postura, la stipsi cronica, le malformazioni vascolari e la presenza di trombosi venose pregresse. La gravidanza è una condizione che favorisce l’insorgenza della malattia venosa cronica. Le alterazioni della pianta del piede sono un’altra causa possibile della malattia venosa cronica.

Cos’è l’ipertensione venosa?
L’ipertensione venosa è l’incapacità di ridurre la pressione venosa secondaria a reflusso, ostruzione o malfunzione della pompa muscolare durante l’esercizio fisico. Le manifestazioni dell’ipertensione venosa sono edema, pigmentazione, fibrosi e ulcerazione.

Come si diagnostica la malattia venosa cronica?
L’esame di prima scelta per stabilire la presenza e la gravità di malattia venosa cronica è l’ecocolordoppler. Si tratta di un esame non invasivo e ripetibile basato sugli ultrasuoni che dà informazioni complete sullo stato delle pareti dei vasi, sulle valvole venose e la loro funzione, sull’anatomia del sistema venoso superficiale e profondo e sulla direzione del flusso sanguigno. L’ecocolordoppler è in grado di stabilire se è presente reflusso o ostruzione.

Cosa sono le teleangectasie?
Le teleangectasie, dette anche “spider veins”, sono piccolissime varici dilatate vicino alla superficie della pelle. Sono un problema di natura estetica causato dall’ipertensione venosa che si verifica nell’area limitrofa a dove esse si manifestano. Tuttavia possono essere il segno di un problema più serio che va affrontato con una diagnosi e terapia corretta.

Quali sono gli stadi della malattia varicosa e l’insufficienza venosa cronica?
Secondo la classificazione CEAP (Clinica, Eziologia, Anatomia, Patogenesi) gli stadi della malattia varicosa e dell’insufficienza venosa cronica sono:
Classe 0 – assenza di segni clinici visibili o palpabili di malattia varicosa
Classe 1 – presenza di teleangectasie o vene reticolari
Classe 2 – presenza di vene varicose
Classe 3 – presenza di edema
Classe 4 – turbe trofiche di origine venosa. A. pigmentazione e/o eczema B. Lipodermatosclerosi e/o atrofia bianca
Classe 5 – Come classe 4 con ulcere cicatrizzate
Classe 6 – Come classe 4 con ulcere in fase attiva

Come si trattano le teleangectasie?
Le teleangectasie sono comunemente trattate iniettando al loro interno una soluzione chimica sclerosante che provoca una fibrosi del vaso sanguigno. Il vaso si chiude e poco a poco scompare. Si tratta di un trattamento ambulatoriale che va effettuato dopo uno studio ecografico tramite ecocolordoppler delle vene.

Come si curano la malatta varicosa e l’insufficienza venosa cronica?
Non esiste una cura radicale per la malattia varicosa. È possibile tuttavia alleviarne i sintomi in maniera significativa. Le principali opzioni di trattamento si suddividono in quelle conservative (terapia elastocompressiva e farmacologica) e quelle ablative, che consistono nell’asportazione delle vene malate. Le tecniche ablative sono a loro volta divise in tecniche mini-invasive (procedure endovascolari con Laser e Radiofrequenza, Scleroterapia) e invasive (interventi chirurgici conservativi o asportativi).
La maggior parte degli esperti considera l’ablazione termica Laser o tramite Radiofreqeunza come tecniche di prima scelta, in virtù dei migliori risultati a lungo termine.

Che norme igienico-comportamentali bisogna adottare in presenza di malattia varicosa?
In presenza di malattia varicosa è importante:
• Evitare di stare in piedi o seduti per periodi troppo lunghi
• Eseguire movimenti di dorsiriflessione dei piedi
• Evitare l’esposizione delle gambe a fonti dirette di calore
• camminare ogni giorno per 20 minuti
• fare le scale a piedi
• fare attività fisica come nuoto e marcia
• alimentarsi in sano e modo corretto arricchendo la dieta con molta frutta

Cos’è la terapia elastocompressiva?
La terapia elastocompressiva viene usata per alleviare i sintomi delle vene varicose. Consiste nell’uso di calze elastiche che esercitano una contropressione esterna sulle gambe. Tale pressione favorisce un migliore ritorno del sangue venoso verso il cuore e risolve così la stasi che provoca il reflusso e le vene varicose. Esistono quattro classi in basi alla capacità di compressione. Le più utilizzate sono la classe 1^ (preventiva) e la classe 2^ (terapeutica).

In cosa consiste il trattamento endovascolare?
Il trattamento endovascolare tramite Laser o Radiofrequenza della vena grande e piccola safena è una tecnica mini-invasiva percutanea, ovvero consiste nell’inserimento di una sonda nella vena malata. La sonda provoca il danneggiamento della parete della vena in modo che essa si chiuda. La chiusura delle vene grande e piccola safena a sua volta favorisce la diminuzione drastica dei sintomi e dei segni della malattia venosa e non ha effetti sulla circolazione.
Si tratta di una tecnica con pochissime controindicazioni e che provoca minimo dolore e discomfort nel paziente. Inoltre, il paziente che si sottopone a questo trattamento non ha bisogno di anestesia totale e non presenterà cicatrici significative.

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